Caratteri

Com'era nata mtt

Accade che nei giorni d’inverno, quando sono a casa, in piedi, appoggiata al camino, io ascolti le conversazioni dei miei genitori.
Di solito mio padre è appena rientrato dal paese e racconta a mia madre, un po’ attenta un po’ distratta, che cosa ha sentito.
Una sera portò la voce che era morto un uomo che conoscevano. Fatto inaspettato: aveva solo 55 anni. Due domande di mia mamma, due risposte di chi non sa molto se non la data del funerale e l’indirizzo dei parenti. Sospiro di mia madre: -uh…- ; sospiro di mio padre: -mah-
Si siede: è avanzata la carne di oggi?

Allora, lì dov’ero, di fronte a uno specchio in cui mi vedevo solo la fronte, ho pensato a quanto fosse incredibile che la fine non li sconvolgeva, né impediva loro di mangiare, o di dormire. Né ci fossero altre parole da sprecarci sù.
E mi sono ricordata il primo funerale a cui sono stata portata, per sbaglio, da una zia sadica e suora, all’età di sette anni. Mi ricordo l’altare, la bara, le stranamente poche persone presenti. Mi sono accorta che nella mia memoria di bambina era più reale la Morte presente lì in chiesa, sotto forma di vecchia che prega, che non la persona probabilmente anziana, probabilmente sola, probabilmente fredda, chiusa nella cassa assieme a tutta la sua vita.
Il pensiero è restato, assieme alle frasi pietose delle signore del paese, che sembra quasi gli manchi un pudore, quando si tratta di morte e defunti.
Vi dirò: mia nonna ha una scatola con un completo elegante nell’armadio, sopra c’è scritto “per il felice viaggio”.

Rocco morto
terra straniera, l’avete avvolto male
i vostri lenzuoli sono senza ricami
Lo dovevate fare, il merletto della gentilezza!