Caratteri

Il Numero A

Il primo di una lunga serie!

Pronti?

Caratteri Numero A inizia con l’intimo dialogo di “Terra Ingrata”. 
Sulle terre dove adesso sorge una casa e il nuovo Bricoman, riemergono i ricordi di quando nella pianura ferrarese l’acqua ancora non c’era, i tentativi di parlare in dialetto, un vecchio sul suo scooter elettrico. Michele Morandi restituisce un senso di appartenenza imperfetta, di un legame generazionale e antico.

Usciamo con Mirko per una delle sue surreali, romantiche, extraterrestri serate bolognesi.
Sulle stesse frequenze di una Radio Alice che ha smesso di parlare, ma sussurra sottovoce (se non sapete cosa sia Radio Alice, vale la pena cercare), in “99.8” le parole si mescolano in una narrazione colloquiale, ma sincera, leggera, ma intima. 

Fermi.
Cambiamo luoghi, linguaggi.

Alberto Falco riserva una pausa silenziosa, dove le parole sono sostituite da simboli, ombre e sguardi. Da un racconto zen che parla di famiglia e sacrificio nasce un silent book ricco di suggestioni e connessioni.
Una nebbia ci avvolge, nell’ignoto oltre queste pagine, ma non abbiate paura. Lasciamo insieme le scarpe su un pontile dove le domande emergono, dove sarete voi a raccontare la storia di un’immagine. 

Muoviamo i passi nella dimensione corale della morte e dei funerali del Meridione, una memoria collettiva e rituale con “Morte terra terra” di Amalia Masucci

Le parole dette, sfuggite tornano sui colli bolognesi in un pomeriggio d’estate. Chiacchiere sul passato, su come si misura il tempo e sulle memorie che tornano, scorrono nel racconto-dialogo di Giorgio Kralkowski

La morte, la memoria, il ricordo, le radici della nostra esistenza, ma soprattutto un personale senso per le “macerie” si sommano nella breve misura di “Omen” (dal latino: il presagio, la previsione che segue un sacrificio rituale) di Rita Caputo, che custodisce e sigilla le parole di Caratteri tra le pareti di questo numero.

Buona Lettura!